Pantone e il colore nella comunicazione

Un sistema universale che risponde alle esigenze di brand identity

Negli ultimi 300 anni gli uomini più diversi si sono interessati al colore, costruendoci sopra intere visioni del mondo ed utilizzandolo nei modi più svariati per esprimersi. Artisti, registi, fotografi, grafici e tutti coloro che lavorano nel campo della comunicazione visiva lo sfruttano per comunicare al loro pubblico perché, si sa, i colori hanno un rapporto diretto con la nostra psicologia: possono evocare sensazioni, richiamare stati d’animo, attirare l’attenzione e soprattutto influenzare le nostre scelte. I colori nella comunicazione rappresentano un elemento senza dubbio fondamentale che merita un’attenzione ed una cura particolare: riuscire ad utilizzarli consapevolmente risulta un fattore importantissimo per realizzare contenuti che abbiano l’effetto desiderato.

 

Le aziende lo sanno bene e lo sfruttano nel marketing per costruire un sistema d’identità visiva che risponda alle esigenze valoriali del brand e che attragga il pubblico giusto. Tuttavia, per utilizzare il colore nel modo corretto, bisogna prima di tutto comprenderne le basi. Dal monitor di un grafico all’inchiostro che sposa la carta, spesso i passaggi sono tanti ed è complesso assicurarsi che le tonalità abbiano la stessa resa cromatica, rimanendo fedeli al tono originale. Questo perché la riproduzione del colore risponde a sistemi differenti in fase di progettazione e in fase di stampa.

 

Facciamo chiarezza: i tradizionali sistemi di identificazione dei colori utilizzati in grafica prevedono l’utilizzo di tre o quattro tonalità di base, la cui mescolanza determina diverse sfumature: si tratta, in dettaglio, dei metodi RGB (Red, Green e Blue) e CMYK (o quadricromia) che impiega ciano, magenta, giallo e nero.

Il primo sistema è utilizzato soprattutto nell’ambito digital, mentre il secondo è quello normalmente impiegato in tipografia e quindi relativo alla stampa vera e propria. Questi sistemi però, presentano un importante problema di incompatibilità reciproca: se un progetto viene disegnato con il formato RGB, una volta tradotto in quadricromia (CMYK), può subire delle variazioni a causa della conversione. Sappiamo bene quanto una precisa sfumatura possa comunicare esattamente l’identità di un brand, e di certo l’interesse di tutti è quello di preservarla. Il rispetto del colore, in questo senso, è una priorità assoluta.  Fortunatamente, per ovviare ai problemi di incompatibilità di questi sistemi, ci viene in aiuto la catalogazione Pantone.

 

Pantone Inc. è un’iconica azienda nordamericana che si occupa principalmente di tecnologie legate al colore ed alla sua codifica. Il suo più ampio e noto sistema, denominato Pantone Matching System (PMS), è divenuto lo standard internazionale per quanto riguarda la grafica ed è utilizzato anche per la gestione dei colori nell’industria chimica. Si tratta di un catalogo di codici elaborato a partire dagli anni Cinquanta, che consente di riprodurre con precisione il colore su vari formati e materiali.

 

Cerchiamo di capire come funziona:

La logica di questo sistema è tanto semplice quanto geniale. Per ogni colore Pantone stabilisce un codice univoco che lo identifica e permette di riprodurlo in ogni occasione, a prescindere dal materiale e dai set-up dei macchinari di stampa. Non si utilizza il dosaggio di colori base per creare una certa tonalità, come avviene nella quadricromia, ma una vernice specifica per ogni colore, che può essere definita “tinta piatta” ossia un inchiostro già pronto, esattamente della tonalità richiesta ed individuata dal codice. Questo sistema permette di avere una corrispondenza perfetta nella resa cromatica, con una precisione spesso superiore ai sistemi di stampa CMYK, evitando qualsiasi margine di errore nel risultato finale.

Nel tempo questi cataloghi sono divenuti uno standard di riferimento, grazie al vantaggio rappresentato dall’essere uguali ovunque e per qualsiasi tipologia di impiego. Pantone chiaramente prende molto sul serio il tema del colore, sia nel produrre e catalogare le proprie tinte sia nel dare alla colorazione l’importanza che merita. Il Pantone Color Institute si occupa di psicologia del colore con l’intento portare nel design-thinking mondiale tutta la potenza e l’emozione da esso suscitata. Dal 2000 ha avviato un’importante tradizione: quella di selezionare un particolare colore ed eleggerlo Color of the Year. Ogni anno un gruppo di esperti provenienti da vari settori (tra cui moda, design, comunicazione, cinema) si dà appuntamento in una capitale europea per discutere ed individuare una tinta che racconti l’attuale contesto socio-culturale, dandovi una lettura in chiave artistica e sociale.

 

Questa scelta tiene conto delle tendenze legate agli ambiti che più hanno a che fare con il colore: il cinema, le collezioni d’arte, la moda, il design e le mete turistiche più gettonate, così come i nuovi stili di vita e le tematiche sociali di rilievo. Le influenze possono derivare anche da nuove tecnologie, materiali e texture che hanno un impatto sul colore, dai social media e persino da eventi sportivi di livello internazionale. L’annuncio del nuovo colore disegna perciò un ponte tra le nostre abitudini di acquisto e il clima politico, culturale o economico del momento, influenzando ed ispirando a sua volta i lavori di artisti, stilisti e designer di tutto il mondo.

 

Dice Pantone:

‘’La scelta del colore dell’anno è frutto di un’attenta valutazione e di un’analisi delle tendenze.

Ogni anno gli esperti del Pantone Color Institute perlustrano ogni angolo della terra alla ricerca delle nuove influenze in fatto di colore’’

Entrando in questo 2020, ci lasciamo alle spalle la tonalità del 2019 Living Coral, collegata all’ottimismo, alla vitalità e all’energia, e ci immergiamo in un Classic Blue dai toni rassicuranti, che porta un senso di pace e tranquillità allo spirito umano, offrendo rifugio. Elegante nella sua semplicità, il Classic Blue è stato descritto da Pantone come “una presenza rassicurante che infonde calma, sicurezza e connessione”: esso infatti viene associato ai concetti di introspezione e chiarezza. Questo specifico tono di blu favorisce la creatività, la concentrazione ed aiuta ad analizzare e riordinare i pensieri.

 

“Un blu sconfinato, evocativo del vasto e infinito cielo serale, Pantone 19-4052 Classic Blue ci incoraggia a guardare oltre l’ovvio, sfidandoci a pensare più profondamente, ad aumentare la nostra prospettiva e ad aprire il flusso di comunicazione” riferisce Leatrice Eiseman, direttrice esecutiva del Pantone Color Institute. Il parallelismo su cui viene giocata la motivazione che accompagna questa scelta ci porta a pensare al nostro tempo, sempre più fluido e in movimento. La tecnologia corre più veloce di quanto il nostro spirito di adattamento possa fare. Per contro, questo Classic Blue si presta ad un’interazione rilassata, evidenziando il nostro desiderio di una base affidabile e stabile su cui costruire il futuro, mentre attraversiamo la soglia di una nuova era. Sono infatti molte le aziende che tra i loro valori annoverano quella credibilità e sicurezza, di cui una tinta come il Classic Blue può sicuramente essere espressione.

 

E allora, con ben chiari i significati, spazio alla creatività nel reinterpretare durante il 2020 questa iconica tinta tra design, arredo, make-up, moda e dovunque ci sia spazio per il colore!